JADDICO, 60 ANNI FA…..

Poche, pochissime note scritte alle 21 di oggi, 11 agosto. Esattamente sessanta anni fa faceva irruzione il soprannaturale nella vita del Vigile Urbano Teodoro D’Amici.

Nella notte fra sabato 11 agosto 1962 e domenica 12 D’Amici fa un sogno.

Sogna la Vergine Maria, la Madre di Dio!

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A Dio piacendo torneremo su questa vicenda: oggi ci premeva unicamente rievocare l’INIZIO degli eventi prodigiosi che tanto bene hanno fatto a innumerevoli anime (parentesi: chi può contare quante persone sono passate da Jaddico in questi sessant’anni e quante di esse hanno cambiato vita…)

PIANOLAB – Il festival itinerante fa tappa a Ceglie

VI edizione

sabato 30 luglio, ore 19.30

centro storico – Ceglie Messapica (Br)

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Anteprima di «Suona con noi»

La grande festa del pianoforte

Venticinque concerti in contemporanea

e le performance degli allievi del Conservatorio Schipa

Otto pianoforti in sette luoghi del centro storico di Ceglie Messapica, che sabato 30 luglio ospita a ingresso libero l’anteprima del format «Suona con noi» nel quale s’indentifica il momento più partecipato del festival itinerante Piano Lab, previsto a Martina Franca il 13 e 14 agosto con la maratona animata da centinaia di pianisti di ogni età, professionisti ma anche semplici dilettanti.

Dalle 20.30 saranno venticinque i concerti in contemporanea dislocati a Ceglie Messapica tra la chiesa di San Rocco, piazza Sant’Antonio, piazza Plebiscito, la chiesa di San Demetrio, largo Monteroni e il giardino del Museo archeologico e di arte contemporanea, cui si devono aggiungere, dalle ore 19.30, le esibizioni nell’Atrio della Med Cooking School degli allievi di Rossella Ricci iscritti nella sede distaccata del Conservatorio Tito Schipa di Lecce.

Grazie anche alla collaborazione dell’amministrazione comunale, sarà una grande festa del pianoforte con i recital di Giusy Caruso, Giovanni De Simone, Marica Rizzo, Ivano Barbiero, Alessandro Sgobbio, Federica Colangelo, Dante Roberto, Tom Tea, Alberto Manzo, Mirco Ceci, Giuseppe Massarelli, Mark Baldwin Harris, Alessandro Costantino Bianchi, Ivano Barbieri, Emanuele Balsamo, Rita Ciancio e Mafalda Baccaro.

E se gli ottantotto tasti raddoppieranno nel concerto per due pianoforti di Mark Baldwin Harris e William Greco in piazza Plebiscito, incontreranno altri strumenti nelle performance di Don Daniele con il violinista Ivo Mattioli e di Cinzia Labarile con l’oboista Vito Baldassarre.

Teodora Miccoli, Agnese Fusco, Diego Nigro, Francesco Ligorio, Antonio Santoro, Luigi Scarano, Maira Argentiero, Gabriele Rosia, Angelica Amico, Sara Conte, Francesco Conte, Flavio Lacalamita, Pierdomenico Urso, Francesca Pia Locorotondo, Antonio Gatti e Marco Pennacchiotti sono gli allievi del Conservatorio Schipa a Ceglie Messapica chiamati ad esprimere il proprio talento nel festival targato La Ghironda che celebra in modo aperto e democratico il sovrano degli strumenti.

Infatti, Pian Lab non muove il proprio progetto culturale dal grande interprete, ma direttamente dallo strumento e da quel vasto mondo di professionisti, studenti o anche semplici appassionati, che sceglie di incontrarsi e confrontarsi in luoghi già da soli portatori di cultura, per cambiare in maniera inclusiva la prospettiva tradizionale di partecipazione tra palco e platea.

Giunta alla sesta edizione, la manifestazione ha, infatti, elaborato una propria specifica identità attraverso una programmazione innovativa e originale che ha sempre avuto come spirito guida un’attenzione speciale alla dimensione itinerante in posti strategici e di grande fascino della regione, dove l’atmosfera magica dei luoghi e la bellezza delle architetture sono sempre state in sintonia alchemica con la proposta musicale che, naturalmente, si declina attraverso il fascino di uno degli strumenti più rappresentativi e amati in assoluto.

Ingresso libero. Info pianolab.me – 080.4301150.

le strade di Brindisi devastate dai lavori

Che nella nostra città -come nella più parte della realtà meridionale- le strade urbane ed extraurbane (quelle urbane soprattutto) siano messe male non è una novità. Giusto, per carità, provare a rivendicare un maggiore decoro ma scarse le possibilità di essere ascoltati dalle Istituzioni.

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Si parla dunque del vero e proprio dissesto elle strade cittadine – al centro un po’ le ditte cercano di salvare la faccia forse ma in periferia è un disastro-  perché da quasi un lustro – e specificamente negli ultimi due/tre anni- i lavori di distruzione del manto stradale si sono accentuati in maniera preoccupante.

Probabilmente le ditte si sono sentite ben spalleggiate: sia dalle Istituzioni (nazionali e locali) e soprattutto dalle grosse aziende che han loro commissionato quei “lavori”-

E qui uno, ammesso che abbia avuto la pazienza di leggere sin questo punto, si chiede: “MA DI CHE STAI PARLANDO”? Domanda legittima. Si parla di big tech.

Poiché hanno deciso – si,  hanno deciso-  che devono stravolgere la nostra realtà con il massiccio e spropositato “aggiornamento digitale” (addirittura han creato un Dicastero apposito! Assurdo!) ecco che tutto quello che viene fatto per questa “nobile causa” è non solo tollerato ma anzi premiato.

Ergo, distruggano pure la strada (e poi mettono la foglia di fico del tappetino di bitume: foglia di fico, appunto. Le strade sono compromesse) tanto nessuno gli farà o dirà niente. Lo si nota pure in una certa sprezzante altezzosità con la quale giovani architetti guardano i cantieri. Se ne strafregano dei cittadini a cui stanno distruggendo le strade (e già basterebbe questo) e presto devasteranno gli organismi – si, il corpo umano- attraverso quei diabolici cavi che stanno interrando.

Non ci credete? Peggio per voi. E chi vuole convincervi….

L’ORCHESTRA DELLA RAI NEL CAPANNONE EX MONTECATINI

Storico concerto dell’Orchestra della tv di Stato nel cuore del porto di Brindisi. Appuntamento lunedì 27 giugno con inizio alle ore 21. Messi a disposizione ulteriori 350 posti a ingresso libero. Sarà attivo un servizio di bus navetta per e dal Capannone per favorire la mobilità degli spettatori.

Capannone ex Montecatini

Si conclude a Brindisi il viaggio musicale in cinque città di altrettante regioni del Sud Italia: Catania, Catanzaro, Salerno, Matera e Brindisi. Tappe della tournée dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura-Direzione Generale Spettacolo.

Brindisi l’appuntamento è nel Capannone ex Montecatini lunedì 27 giugno, con inizio alle ore 21. Il concerto, inizialmente in programma nel Nuovo Teatro Verdi, incontra il pubblico di Brindisi nel cuore del porto della città mettendo a disposizione, oltre a quelli già prenotati, ulteriori 350 posti a ingresso libero per consentire una maggiore partecipazione di pubblico. Le prenotazioni già effettuate restano valide per gli accessi nel Capannone, secondo la stessa numerazione di posto e fila riportata sul ticket elettronico generato dalla piattaforma Eventbrite.

Per l’occasione, Comune di Brindisi ed Stp hanno predisposto un servizio di bus navetta con partenza da via Bastioni Carlo V (nei pressi della Camera di Commercio, a poca distanza dalla Stazione ferroviaria), fermate in via provinciale per Lecce (altezza distributore Eni, utile per chi lascia l’auto in via Spalato), in viale Arno (altezza cimitero e più avanti piazza Bartolo Longo) e in via Angelo Titi, fino alla rotatoria che incrocia Strada delle Bocce, dalla quale è possibile raggiungere a piedi l’area d’ingresso del Capannone. La prima corsa utile è prevista alle ore 19, l’ultima alle 21, con una frequenza di passaggio di 10 minuti. Le corse di rientro cominciano 10 minuti dopo la fine del concerto e proseguono con passaggi ogni 10 minuti fino al completo trasferimento degli spettatori. Il titolo di viaggio ha il costo di 1,10 euro.

Tour nella Bellezza”, è questo il titolo del progetto che ha destinato l’Orchestra della tv di Stato in cinque angoli del Mezzogiorno: non è la prima volta che l’OSN porta la sua musica al Sud, lo fece già nel 2016 con la bacchetta di Ryan McAdams. Ma questa volta a dirigerla sarà il texano John Neal Axelrod, attuale direttore ospite principale della Kyoto Symphony.

Il programma musicale si apre con la Sinfonia n. 4 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, “Italiana”, opera definita dallo stesso autore come «il lavoro più gaio che io abbia mai composto». Frutto delle impressioni raccolte da Mendelssohn nel corso del viaggio in Italia del 1831, la sinfonia è un «guizzo scintillante di luce mediterranea», quanto mai capace di descrivere in musica l’Italia più bella. Il piglio brillante e l’emotività del primo tempo non incidono sulla raffinata tessitura ricca di proposte e di sfumature, lavorata con profonda attenzione anche dal punto di vista contrappuntistico. Il secondo tempo è costruito su un canto di processione, col suo carattere vagamente popolaresco improntato alla danza. Scorrevole e melodico è anche il terzo tempo, ben definito e oscillante fra il minuetto, lo scherzo e persino il valzer.

Il concerto continua con un tributo ai più amati compositori italiani a cominciare da Vincenzo Bellini, con l’ouverture della Norma, pagina che restituisce tutta la tensione drammatica della sacerdotessa dei Druidi, con i suoi ritmi incisivi, i suoi scorci e sussulti improvvisi, i suoi abbandoni e l’incalzare di coscienza e passione, rinuncia e desiderio, amore e ostilità.

Seguono l’Estate e l’Inverno di Giuseppe Verdi da I Vespri Siciliani. Si tratta della partitura di danza più ricca che il Cigno di Busseto compose per allinearsi al gusto dell’opera francese: dotate di pregevoli effetti nei legni, le danze anticipano Čajkovskij nell’invenzione melodica e nella varietà dei passi.

Quindi l’orchestra propone l’Intermezzo sinfonico della Manon Lescaut, ispirato dalle parole del romanzo di Prévost, con le sue esaltazioni e i suoi sconforti. La pagina rappresenta senza dubbio un punto di svolta: inserito a metà dell’opera, l’intermezzo segna un momento decisivo dell’opera annunciando il volgere degli ultimi due atti, l’intensità di un crescendo drammatico proteso al culmine della disperata passione dei due amanti.

Finale vibrante con l’esecuzione dell’Ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, che si sviluppa in quattro movimenti, accomunati da una logica narrativa. Il primo tempo racconta la penosa situazione degli oppressi. La melodia, cantata con voce quasi umana dal violoncello, fa vibrare un desiderio sconsolato a una vita migliore. Il secondo movimento descrive un violento temporale alpino. Nel terzo movimento le melodie pastorali sottolineano la pace degli alpeggi. Con il loro suono squillante, le trombe introducono l’ultima – maestosa – parte della sinfonia, nota come “Marcia dei soldati svizzeri”: l’orchestra si unisce poco dopo in un tipico crescendo rossiniano per gloriare la liberazione della Svizzera dall’oppressore austriaco.

ANTONIETTA GUADALUPI – Chiusura del processo diocesano

E’ un passo non da poco. La chiusura – con esito evidentemente positivo- della fase diocesana del Processo di Beatificazione e Canonizzazione è, in un certo senso, il primo responso della Chiesa.

Nella fattispecie: su Antonietta Guadalupi, la Serva di Dio brindisina dell’IMSA – Istituto Maria Santissima Annunziata, la Chiesa non ha trovato nessun ostacolo. Le testimonianze raccolte (con numerose integrazioni scritte) ed udite dal Tribunale insediatosi  MERCOLEDÌ’ 8 GENNAIO 2020 hanno confermato la fama di santità e l’esercizio eroiche delle virtù cristiane.

 Con una espressione un po’ banalotta, in questi casi si dice, “ed ora la palla passa a Roma”. Ed in effetti è proprio così: con la chiusura della fase diocesana è la Santa Sede (più specificatamente il  Dicastero delle Cause dei Santi) che ora prende in carico direttamente la causa della “nostra” Antonietta.

Detto “tra noi”: salvo casi particolari e/o eventi imprevisti (ed imprevedibili!) la Santa Sede non fa che ratificare quanto la Chiesa locale (ovvero la Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni).  Per intenderci: il titolo di Venerabile presto verrà dato ad Antonietta Guadalupi (la “figlia spirituale di padre Amorth” come è stato definita in modo non proprio esatto) e sarà l’ennesima per la Famiglia Paolina.

Il passo decisivo è – o meglio: sarà – il miracolo.

Ma per ora fermiamoci qua e continuiamo a chiedere la intercessione a questa donna pienamente Paolina (per carisma e vocazione) e pienamente brindisina. E del resto con quel cognome! 

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ALCUNI ARTICOLI SU ANTONIETTA GUADALUPI

Una testimonianza di don Amorth su Antonietta Guadalupi

Nella sua Brindisi la presentazione della biografia di Antonietta Guadalupi

Una stella di bontà e speranza – ANTONIETTA GUADALUPI

Due donne, una missione

Antonietta Guadalupi nella “sua” San Benedetto!

Antonietta Guadalupi sul Sito “il bene vincerà” 

Antonietta Guadalupi sul Sito della sua Congregazione IMSA (Annunziatine)

Antonietta Guadalupi sul Sito della Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni

Nuova Parrocchia a Brindisi (intitolata a Charles de Foucald)

Un po’ a sorpresa l’Arcivescovo di Brindisi ha voluto “creare” nella città capoluogo una nuova realtà parrocchiale:  “Il giorno 15 maggio 2022 ho eretto una nuova parrocchia in Brindisi con il Titolo di san Carlo di Gesù (Charles de Foucauld). Come suo primo parroco è nominato il sac. Vito Paparella, che è anche il responsabile di tutto il Centro Pastorale Benedetto XVI.”

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E’ MORTO MONSIGNOR ANGELO CATAROZZOLO

La Diocesi, nel dare notizia della morte di Mons. Angelo Catarozzolo, usa la seguente espressione: “Senza preavviso, se non quello dell’età ormai avanzata”. Ed è proprio così. Sazio di giorni e lucido –in mattinata ha celebrato la Santissima Eucaristia, l’ultima per lui quaggiù prima della Liturgia Celeste- è morto nella tarda serata di lunedì 2 luglio 2018.

MONS. ANGELO CATAROZZOLO 18 Ottobre 1925   –   2 Luglio 2018

Mons. Catarozzolo era di Mesagne – qui era nato il 18 ottobre del 1925- ed era pienamente mesagnese, anzi un riferimento per l’intera comunità di Mesagne. Eppure era pienamente ecclesiale, nel senso di universale, cattolico appunto.

Il suo essere mesagnese, diciamo così, passava in secondo piano rispetto al ruolo – quello di Vicario Generale- che ha ricoperto per lunghissimi anni. Lui era “il Vicario”: durante il lungo Episcopato di Mons. Settimio Todisco (1975-2000)  – centesimo Successore di San Leucio e primo Arcivescovo della “neonata” diocesi di Brindisi – Ostuni– ma anche dopo, quando non ricoprii più tale incarico.

Pastore, giornalista, scrittore. I “ruoli”, da lui così ben ricoperti, lo rendevano un trait d’union fra l’Ovile Santo che amava e serviva incondizionatamente e la comunità civile. Sia chiaro: da buon cristiano egli era nel mondo e giammai del mondo!

Ci penseranno altri a scrivere con completezza una nota biografica (anzi, già in queste ore, oltre al naturale tam tam ed il sano passaparola, le riviste online ne danno notizia: basti cliccare QUI ) io ho qualche ricordo personale che provo a narrare con semplicità e rapidità.

Anzitutto egli mi ha fatto “soldato di Cristo”! Ho ricevuto da lui, infatti, il Sacramento della Confermazione. Quel Battesimo ricevuto, per Grazia,  nella notte di Pasqua del 71 nella chiesa di San Benedetto da don Antonio Fella  è stato “confermato”, appunto, il 27 maggio 1984 nella Parrocchia “San Lorenzo da Brindisi” al quartiere Sant’elia. Era Pentecoste. Ed allora, molto più di oggi per chiare ragioni legate alla triste denatalità, il Vescovo delegava il suo Vicario per amministrare il sacramento della Cresima ad innumerevoli ragazzi e fanciulli della Diocesi. Ed in particolare la città Capoluogo aveva vissuto in pieno il “baby boom” (benedetto baby boom: ne tornasse uno ora!) e quindi Cresime e Prime Comunioni, soprattutto nelle parrocchie di periferia, vedevano coinvolti ogni estate centinaia se non migliaia di persone! Ecco, in quella Pentecoste dell’84 fu Mons. Catarozzolo ad impormi le mani, ungermi la fronte col Crisma e darmi lo schiaffetto. Padrino –o “cumpari” se preferite- mio fratello Teodoro.

Abbiamo detto Pastore, giornalista, scrittore: ebbene l’altro ricordo personale è in Curia ad un convegno-presentazione del libro su San Lorenzo (“Padre Brindisi”. Apostolo senza frontiere. QUI). Il volume era stato pubblicato qualche anno prima –nel 2005- ma volli esserci ugualmente. Di solito non amo la dedica autografa sul libro: un po’ perché sono timido e poi perché mi pare un rito stucchevole (tipo quello dei “selfie”) ma in questo caso, forse perché “spalleggiato” da mia sorella, ci recammo presso Mons. Catarozzolo che appose, ben volentieri e con tanta cordialità,  sul libro la dedica che qui trascrivo: “A Cosimino e Anna Maria, invocando protezione dal “nostro” S. Lorenzo. d. Angelo”.

Ed infine, più o meno lo stesso periodo ossia il 2009 o forse il 2010, ebbi modo di parlare un po’ più a lungo con lui. Io sempre timido ed impacciato non potevo però sottrarmi: eravamo seduti allo stesso tavolo! Gli altri commensali furono certo più loquaci di me e tuttavia durante il pranzo ebbi modo di ascoltarlo e potei così capire con quanta passione aveva seguito la vicenda umana e spirituale di Teodoro D’Amici e, più in generale, gli eventi prodigiosi di Jaddico.

Oggi, mentre mi appresto ad andare al suo funerale, metto in ordine questi miei ricordi. Ed aggiungo che l’ultimo scritto pubblico –è uscito sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” qualche settimana fa- lo ha dedicato proprio al Santuario mariano “Maria Madre della Chiesa” di Jaddico!

La chiesa-santuario di Jaddico in costruzione: è il 1963

Ecco, ora Monsignor Catarozzolo è in Cielo. Vede nitida la verità, vede ancor più nitida la fugacità di questa vita (i suoi 93 anni son stati un soffio) e soprattutto vede il “nostro” San Lorenzo e la bellezza incomparabile della Madre di Dio. E noi siamo felici per lui che è entrato nella Vita Vera e nella gioia senza fine. A Dio don Angelo!

cosimo de matteis

I funerali, per sua espressa volontà, si svolgeranno nella sua parrocchia d’appartenenza (SS. Annunziata in Mesagne), oggi, martedì 3 luglio, alle ore 17.

Addio caro vulcanico Franco

Davvero impossibile non scrivere due righe su questo sito in ricordo di Francesco Sardano morto oggi all’età di 56 anni. Francesco –per tutti Franco- era conosciutissimo a Brindisi e soprattutto a Sant’Elia, il quartiere dove ragazzino andò ad abitare.

FRANCO SARDANO

Ancora molto giovane aprì lo storico “Bar Raffaello”, uno dei primi del quartiere e ad oggi ancora esistente (gestito ora dalla sorella Annarita). Erano i primi anni Ottanta e piazza Raffaello era, per così dire, il “centro commerciale” di Sant’elia: due bar (indimenticabile anche il Garden Bar di Franco Di Dio), l’edicola, il barbiere, il negozio di generi alimentari, la merceria, persino una boutique (la “Coquette”) ed un negozio di scarpe! Il tutto in un contesto che comprendeva anche il Consultorio Familiare (istituiti in Italia da pochi anni) in una struttura prefabbricata che ospitava anche l’ufficio vaccinazioni ed era sede del Consiglio Circoscrizionale.

Ebbene il Bar Raffaello di Franco Sardano era una “istituzione”: vulcanico e ricco di iniziative apportava spesso modifiche all’esercizio aggiungendo nuovi servizi che offriva alla sua fedele clientela. Ad esempio la ricevitoria per il Totocalcio (poi Totogol, SuperEnalotto eccetera) e persino il servizio fotocopie se la memoria non mi inganna!

Da non trascurare anche altre sue passioni: la collaborazione ad una delle prime “radio libere” di Brindisi (Radio New Time), l’organizzazione di tornei di calcetto (alcuni memorabili all’interno del centro “Buscicchio”) ed il calcio in generale, con il suo essere sfegatato milanista –lo sapevano tutti- che faceva il paio con l’altra sua passione: Vasco Rossi.

Una estate realizzò sul retro del bar un servizio di tavoli all’aperto ed aggiunse un piccolo forno: il Bar Raffaello era diventato anche pizzeria! Tale passione per la ristorazione (che aveva approfondito anche in esperienze fuori città) lo portò a quella che è sta (ed è tuttora) la sua ultima realizzazione. Verso la fine degli anni Ottanta, sulla scia del Bar Raffaello, nasce il “Bar Mantegna” (anche se tale nome non è mai stato molto conosciuto, anzi forse nessuno sa che si chiamava così).

Era successo che Franco aveva rilevato la gestione del piccolo bar del centro sportivo “Buscicchio” (che per tutti i santeliesi è –e resta- “la palestra”). E come era nel suo carattere lo aveva trasformato più volte apportando tante modifiche anche fisiche, strutturali.

Fino, come accennavamo prima, alla realizzazione di quello che era forse il suo “sogno”: una pizzeria all’aperto con servizi ai tavoli, musica e tanto altro. Ed è così che nacque il bar pizzeria “Al Parco”. In breve tempo l’esercizio di ristorazione –a conduzione familiare: coinvolta quasi l’intera sua famiglia e parenti stretti- divenne un luogo frequentatissimo, soprattutto d’estate. Con una clientela che andava ben oltre il raggio del quartiere ed anche della città.

E chissà cosa progettava per questa estate ormai alle porte. Ma non potrà realizzarlo, almeno non lui direttamente. Sant’elia –e Tuturano, la frazione dove era andato a vivere dopo il matrimonio- perde prematuramente Franco Sardano, si: anche lui un pezzo di storia del quartiere. A Dio Franco!

COSIMO DE MATTEIS

Anche TV2000 si occupa di Jaddico (e di Teodoro D’Amici)

Ed ora anche i telespettatori di TV2000 (che non sono pochi) han conosciuto Jaddico. Ne ringraziamo Dio! In studio il Monfortano padre Corrado Maggioni ha fatto una ottima introduzione alla nuova solennità – Maria Madre della Chiesa – introdotta con un Decreto dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti di cui il Cardinale Sarah è Prefetto e lo stesso Maggioni è Sottosegretario.

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I due brevi collegamenti con Jaddico hanno pertanto diffuso nell’etere la storia della mariofania:  i luoghi, i protagonisti, i frutti. Il Rettore del Santuario brindisino –il mite Carmelitano Scalzo padre Enzo Caiffa– deve aver toccato i cuori dei telespettatori. O meglio: è la Vergine che ha operato nel ’62 su Teodoro D’Amici, toccando per primo il suo cuore, e poi accogliendo nella “sua casa” tutti i pellegrini che in questo mezzo secolo si sono recati in quel luogo benedetto.

I Carmelitani Scalzi sono lì dal 1986 chiamati dall’allora Vescovo di Brindisi Settimio Todisco. E nel silenzio e nascondimento hanno operato tutti: dalla Vergine Maria, Madre dell’Umiltà, a Teodoro D’Amici ed a tutti i primi “Servi della Madonna”(l’Associazione fondata dallo stesso D’Amici con i collaboratori della prima ora). Silenzio, garbo e raccoglimento hanno garantito i Carmelitani Scalzi ancora oggi custodi di questo Santuario aperto 24 ore su 24: notte e giorno.

Ai lettori di “Cronache Brindisine” (non brindisini)  suggeriamo un salto in questo Santuario, prima chiesa al mondo dedicata a Maria Madre della Chiesa. O reale, recandosi fisicamente in Puglia, oppure anche solo virtuale visitando il sito www.jaddico.it

Ai brindisini l’invito è quello di scoprire e riscoprire questo scrigno prezioso: la Madre è sempre lì, a qualsiasi ora, che ci attende con gioia.

ULTERIORE ARTICOLO (clicca qui) 

L’APPELLO DI MASSIMO GANDOLFINI – Portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli (video)

MASSIMO GANDOLFINI

MASSIMO GANDOLFINI – Portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli

 

per maggiori informazioni sul territorio contatta i  Comitati locali

oppure scrivi a politica@difendiamoinostrifigli.it

 

ELEZIONI 4 MARZO 2018

Chiamati ad una scelta responsabile

DIFENDERE LA VITA E LA FAMIGLIA

ENZO BALDASSARRRE – Un ricordo

Dal sito “La Voce di Sant’Elia” 

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Per un sito dedicato esclusivamente al Quartiere Sant’Elia la morte di ogni suo cittadino dovrebbe essere un evento (triste) da condividere, nella fede e nella preghiera; nell’amicizia e nella vicinanza.

Non può essere fatto per ogni persona, per ovvie ragioni, ma la morte di Enzo Baldassarre non può essere trascurata.

ENZO B.

Come molti ignoravo totalmente fosse seriamente malato (ho poi appreso che le persone a lui vicine –amici, colleghi politici, giornalisti- lo sapevano eccome).

Tralascio il “politico” e narro brevemente quanto ricordo di lui, personalmente.

Santeliese di piazza Segantini –una piazza, a suo modo, “storica” del quartiere, come le attigua piazza Fattori e piazza Tintoretto col “mini market”- ha abitato nel nostro quartiere, dalla prima metà degli anni Settanta, in un condominio all’epoca brulicante di ragazzi come tutto il Quartiere del resto.

E lì ha vissuto con la sua famiglia d’origine fin al matrimonio –con Gloria, altra santeliese- e quindi una permanenza nel quartiere di “soltanto” una ventina d’anni, anche meno (poi andarono ad abitare alla Commenda). Ma che anni! Quelli erano anni bellissimi: un quartiere popolare e popoloso che nasceva!

E nasceva pure la comunità cristiana: nel ’73 viene eretta canonicamente la Parrocchia –significativamente intitolata a San Lorenzo da Brindisi, il dotto Cappuccino compatrono della città e grande Dottore della Chiesa- e nel ’75 mons. Todisco nominava Don Angelo Iaia, giovane prete carovignese, primo parroco.

Come non ricordare la voce, diffusa dagli altoparlanti, che annunciavano la venuta e l’ingresso di Don Angelo. Chissà se fù Salvatore Antonazzo ad attrezzare la sua auto od altri collaboratori della prima –anzi: primissima- ora, per avvisare le persone che finalmente avevamo un Sacerdote!

Naturalmente tutti ricordiamo l’impegno, negli anni precedenti, del Salesiano don Quirico Terruli che, oltre a celebrare l’Eucaristia domenicale sotto i portici – una “primizia” che occorre attribuire al civico 2 di via Modigliani- benedisse moltissime case del nostro caro Quartiere.

Il soffermarmi su alcuni episodi della fase “pioneristica” della Parrocchia non è casuale: Enzo, e soprattutto la sua futura moglie, furono tra i primissimi giovani che si radunarono attorno a don Angelo. Gloria Bonafede e sua sorella Daniela –figlie dell’indimenticabile Guido- Massimo Biscosi, Patrizia Saponaro, Franco Cotrino, Luca Ferrari e certamente sto dimenticando tanti e tante.

Tutti ricordiamo che la sede provvisoria fu l’asilo di via Modigliani.  Lì si celebrava l’Eucaristia -feriale e festiva-  lì il catechismo, lì tutto. E tutti insieme: adulti, giovani, giovanissimi e bambini, come il sottoscritto. E tutto sotto l’amorevole cura e guida di don Angelo.

Ecco, ho voluto narrare brevemente tutto ciò perché, direttamente o indirettamente, appartiene alla giovinezza di Enzo Baldassarre trascorsa appunto a Sant’Elia.

Questi sono i miei piccoli ricordi. Ora prego per la sua anima, adesso al cospetto dell’Altissimo, ed invito chi legge ad unirsi alla preghiera: di suffragio per la sua anima e perché il Signore doni consolozione e pace ai suoi cari: la moglie, i figli, i fratelli Danilo e Toni –son quelli che conosco- e tutti i familiari e parenti.

ENZO BALDASSARRE

Enzo è morto la mattina di martedì 30 gennaio 2018, il funerale si terrà presso la chiesa dei Salesiani –parrocchia Sacro Cuore- in via Appia alle ore 15, mercoledì 31 Gennaio. Aveva solo sessanta anni. A Dio Enzo.

cosimo de matteis

Quagliariello il candidato al Senato per il centrodestra?

Sarà Quagliariello il candidato al Senato del centrodestra per il collegio senatoriale di Brindisi, ossia quello di Puglia 4, Brindisi-Monopoli. Almeno stando a quanto si apprende da alcuni siti (per esempio QUI).

La voce non è inverosimile soprattutto se si considera la presenza negli ultimi tempi di Quagliariello in Provincia di Brindisi (a Cisternino e nel Capoluogo). Ufficialmente per presentare il suo libro ma ora si comprendono le ragioni, diciamo così, “accessorie”.

Quagliariello a Cisternino con i dirigenti locali del suo (ennesimo) nuovo partito: IDEA.

Quagliariello a Cisternino con i dirigenti locali del suo (ennesimo) nuovo partito: IDEA.

E’ bene precisare non esservi nulla di ufficiale ma è tutto molto probabile. Fra qualche giorno, con la ufficialità delle candidature, lo sapremo con certezza.