tanti auguri Padre Arcivescovo!

Oggi, 16 agosto, la Chiesa fa memoria di San Rocco, santo francese –originario di Montpellier- la cui devozione è diffusa molto in Italia specialmente qui al sud. Patrono di molte città e paesi San Rocco lo è anche di Venosa la città natale del nostro Arcivescovo che porta proprio il nome del Patrono del suo paese.

Ed è quindi doveroso, bello e piacevole far giungere a lui i nostri auguri: da Locorotondo giù fin la Vicaria Salento (da un Sito di quei paesi –Guagnano- abbiam preso la foto a corredo delle brevi note) che giunge fin Leveranno e Veglie in piena provincia leccese, tutta la Diocesi porge un affettuoso saluto augurale in occasione dell’onomastico.

Lo fa, in modo specifico, anche “Cronache Brindisine” che sempre ha visto in Monsignor Rocco Talucci una delle stelle polari –se non proprio la piu luminosa- per la cittadinanza ed il territorio tutto. Ogni città, paese, frazione e singola parrocchia è nel suo pensiero e nella sua azione pastorale. Ma tanto –davvero tanto- Padre Arcivescovo si è speso per la Città Capoluogo. E pazienza se Brindisi ed i brindisini (o meglio: una parte di loro) non lo hanno riconosciuto. E pazienza pure se alcuni Presbiteri non solo non l’hanno amato ma non hanno fatto nulla per nascondere la loro scarsa stima che talora e diventata disprezzo e derisione.

Miserie umane. Padre Arcivescovo comprende e perdona. Ed ama.

E noi amiamo lui.

Tanti tanti tanti auguri per un sereno Onomastico!

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Mons. Rocco Talucci, Vescovo di Brindisi, compie Cinquanta anni di Sacerdozio

L’ evento odierno -il 50° Anniversario della Ordinazione Sacerdotale- ci offre la possibilità di provare a dire  qualche semplice parola su Monsignor Rocco Talucci. Anzitutto vorremmo rilevare la straordinaria umanità di questo uomo di Dio. Chi ha avuto il piacere e l’onore di approcciarsi a lui non può non aver còlto come Sua Eccellenza senta profondamente (non solo con l’udito ma con il cuore insomma) l’interlocutore, chiunque esso sia. Questo l’ho sperimentato direttamente ma anche in moltissime altre circostanze in cui ho avuto modo di toccare con mano la sua vera attenzione alla persona. In tal senso diventa un esempio per tutti i Sacerdoti (e per tutti noi fedeli laici) di come occorre avere, prima di tutto, carità ed accoglienza verso il prossimo, ancor più verso coloro i quali, in virtù del Ministero, sono affidati.

Questa umanità, empatia e simpatia –nell’accezione piu bella e piena- non debbono far credere che Padre Arcivescovo “rinunci” , per così dire, alla sua dignita Episcopale. Tuttaltro. Anzi, egli, fin dalla sua venuta a Brindisi (Aprile 2000) ha sempre mostrato la importanza del ruolo del Vescovo. E non per vanagloria personale (come pure molti han miseramente insinuato.Anche Presbiteri, sapete?) bensì per insegnarci e ricordarci -chè evidentemente qualcuno lo aveva dimenticato- che il Vescovo è il Successore degli Apostoli. E che Egli è il Capo della Chiesa locale che il Sommo Pontefice ha a Lui affidato. Questo non va mai dimenticato. Molte Diocesi (ed i loro Capi) “ubriacate” da un malinteso pauperismo e di quella benedetta “opzione preferenziale per i poveri” (una filastrocca insopportabile che fin da bambino debbo sorbirmi, tanto piu insopportabile quanto più essa deriva da una precisa ideologia e non dal Vangelo di Cristo) hanno messo da parte la giusta Dignità, rispetto ed obbedienza dovute al Vescovo ed al Suo Insegnamento in Comunione col Papa.

Siccome io non ho peli sulla lingua io vi dico che un noto religioso della città di Brindisi lo prende pubblicamente in giro con un irripetibile soprannome, che un Parroco di periferia si diverte ad imitare -a mò di sfottò- il suo accento. Questi sono SOLO due esempi di quanto poco venga rispettato, anche presso i Sacerdoti, l’Arcivescovo Talucci. E taccio, per ora, su altri episodi. Ma non posso non ricordare quella banale ed offensiva ed insopportabile ed irrispettosa abitudine di dire “Ah, lu Vescuvu stai? E mò la Messa dura tre ori: quiddu quandu cumenza a parlari nò la spiccia cchiui”. VERGOGNA.

Dopo tali doverose rivelazioni, con la speranza che davvero arrossiscano (e se non arrosiscono ma anzi sfacciatamente e spudoratamente replicano allora sarò costretto a far nomi e cognomi) proseguo nel mio personale ringraziamento al Signore che, nel Suo amabile Disegno di Amore e Provvidenza, ha disposto la venuta a Brindisi di questo santo Vescovo che, statene certi, resterà nella storia della Città e della Diocesi di Brindisi.

Ed è persino inutile provare ad elencare tutte le straordinarie opere da Lui compiute in questi quasi dodici anni di Episcopato. E del resto, non ha importanza: le conosce il Padreterno. E questo basta.

Ciò però non ci esime dal dire che la venuta di Monsignor Talucci a Brindisi -voluta fortemente dal Beato Giovanni Paolo II- ha portato un enorme benessere alla Città ed alla Chiesa. I frutti già ci sono, ma col tempo si vedrà sempre meglio la bontà del Suo operato, zelante ed instancabile.

Inoltre, e pure questo è importante dirlo, giunto in una città disastrata da malaffari e clientelismi (i cui responsabili sono noti a tutti) ed in una Chiesa complessivamente tiepida (con barlumi di santità ma pure con  presenze di feroce avversione al Magistero Petrino) ha ritenuto cosa saggia di agire in collaborazione e, direi, in amicizia con le altre Autorità del territorio. E questo ha portato molti ottimi risultati. Era (ed è) bellissimo vedere la intesa con cui Padre Arcivescovo ha agito con il Prefetto (tutti quelli che han ricoperto tale carica), con il Questore, con le Autorità Militari (in particolare Guardia di Finanza, Polizia Municipale e Carabimieri). Ma un capitolo a sè resta (e resterà) la perfetta comunione di intenti con l’Onorevole Domenico Mennitti, Sindaco di Brindisi dal 2004. I brindisini, peggio per loro, non si rendono conto di quale Grazia dal Cielo è stata per la nostra Città avere in questi lustri due uomini straordinari -saggi e competenti, onesti e costanti- al “timone” della nostra Città.MONSIGNORE ROCCO TALUCCI VESCOVO DI BRINDISI

Quindi: auguri Eccellenza.

E GRAZIE di tutto.

Grazie per averci ribadito sempre la virtù della Speranza, col suo sorriso che, mi permetta, certe volte ha davvero del celestiale.

 

cosimo de matteis