La morte di Francesco Zaccaria mi ha colpito molto: improvvisa, dolorosa, angosciante, terribile. Spero davvero che la sua anima venga accolta in Cielo. Non è certo il caso di fare polemiche ma sono rimasto sorpreso del pressochè totale silenzio su questa drammatica marte accidentale: i media (nazionali e locali) hanno “puntato” con troppa enfasi sul fenomeno naturale, sulle “coincidenze”, si è fabulato financo su presunte “maledizioni” pendenti su quello stabilimento ma non una parola sulla vera vittima. Solo generici accenni a “dispersi”: prima quattro, poi tre infine uno. Come se i dispersi (una persona che da un momento all’altro non si trova) non costituissero un dramma. Ed anche quando si è avuta la certezza che il “disperso” aveva una identità, un nome e cognome, e che era finito in fondo al mare e che il suo corpo ancora non era stato rintracciato, ancora silenzio. Niente da fare: per i “giornalisti” conta il sensazionale. Una persona -un trentenne!- che muore in mare, scaraventato dalla furia di una tromba d’aria, è solo genericamente un “disperso” collocato a malapena nell’occhiello o nel sommario. Riposa in pace caro Francesco, ti accolga l’immenso Amore di Dio Creatore.
Recuperato il corpo di Francesco Zaccaria, l’operaio Ilva scaraventato in mare dal tornado
Recuperato il corpo di Francesco Zaccaria, l’operaio Ilva scaraventato in mare dal tornadoultima modifica: 2012-11-30T17:15:12+01:00da
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