Riflessioni sulla vita (e sul giornalismo)

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E’ triste constatare le miserie umane: lo è sempre, anche quando si è vaccinati (dagli anni e dalle esperienze) a vivere e subire lo storture e le cattiverie altrui. Si, si fa “il callo” ma si rimane sempre male. Già: le miserie umane non ci lasciano mai indifferenti. Anzi: guai se esse ci lasciassero totalmente indifferenti perché ciò significherebbe l’essersi rassegnato alle storture, alle brutture ed alle ingiustizie. Invece no: bisogna sempre indignarsi e guai se la coscienza si assopisse ed accettasse il cinismo altrui con altrettanto disincantato cinismo.

E quindi non possiamo non rilevare come, pur in presenza di eventi tragici, si pensi a screditare gli altri. Anzi: si screditino gli altri per esaltare se stessi in un modo infantile. Si può essere immaturi pure a 50 ed a settant’anni. E pure se si hanno alle spalle decenni di professione.

Succede che qualcuno arrivi prima –molto prima- di altri su una notizia. Succede. E succede pure che tale notizia sia di una rilevanza notevole e che grosse Testate (o sedicenti tali) la ignorino totalmente anche per diverse ore. Non si tratta di bravura e neppure di “fiuto”: certo pure quello conta ma, in certi casi, è un fatto meramente casuale.

Ebbene alcuni colleghi restano sereni di fronte a ciò (onestà intellettuale e professionale) o anzi guardano con ammirazione. Altri, invece, proprio non ci stanno. Sto fatto ricorda certe dinamiche che abbiamo tutti vissuto sui banchi di scuola e non è il caso di ricordare quali: ognuno comprende.

Riflessioni sulla vita (e sul giornalismo)ultima modifica: 2012-05-21T19:05:51+02:00da dematteiscosimo
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