La morte di Cosimo (“Mimino”) Maffei, l’ingegnere con la passione del basket

 

 

 

“Se ne è andato in silenzio, senza disturbare” si dice in questi casi. Ed in genere si aggiunge “come era suo costume”. Ed io questo non posso dirlo. Ma non perchè fosse un “disturbatore”, tuttaltro: stimato Professionista, noto in città anche per il suo impeccabile lavoro presso l’Ufficio Tecnico del Comune. Il fatto è che io, “IN SILENZIO”  davvero non lo ricordo: il mio ricordo di lui è legato alla mia infanzia, preadolescenza e prima giovinezza. E’ stato il mio allenatore di basket, ed in palestra c’era poco silenzio! Specie con una ciurma di ragazzini vocianti che, ognuno con un pallone, imparano a palleggiare. Si, perchè Cosimo Maffei (Mino o anche Mimino  per molti) era un serio uomo di sport ed aveva il basket nel sangue, oserei dire. Ci ha insegnato lui, da Tecnico Istruttore di minibasket, i fondamentali della pallacanestro. Ce li insegnava eccome: ricordo ancora la “posizione di partenza“, i vari tipi di passaggio(due-mani-petto, baseball, schiacciato), il tiro e tutto il resto. Io credo che ci abbia dato buoni fondamentali. E se da quella “nidiata” son usciti due allenatori da serie A (parlo di Andrea Maghelli e Giovanni Putignano) significa che aveva lavorato bene e con passione.

“Se ne è andato in silenzio, senza disturbare”. Ed è vero. Una domenica mattina d’inizio estate, mentre la sua Brindisi sonnecchiava ancora, magari indecisa se andar alle urne o al mare. Le urne, la politica. Una altra passione di Maffei. Democristiano, frequentava la storica sezione di via Casimiro. Qualche tentativo (un paio, mi pare 94 e 2002) di entrare nell’assise comunale, ma come ho detto impegno nelle attività sportive delle DC. Quella Libertas tanto cara a Caiati: ricordo ancora l’imponente bitontino che ci “premiava” per il nostro primo Campionato di noi cestisti in erba della storica squadra(In verità era divenuta, nel tempo, “Libertas De Gasperi” e poi Libertas Cappuccini). Sento ancora la voce di Mimino che invita il capitano “il piccolo Cosimo De Matteis” a ritirare il trofeo. Dagli anni Novanta si era appassionato allo sport delle bocce: frequentava la Bocciofila di Santelia in compagnia del cognato Andrea Landi. A quella Società “donò” l’attuale Bocciodromo che fu una delle sue opere come Ingegnere Civile.

Si, è proprio morto l’ingenere Cosimo Maffei. In silenzio. Ed erano in tanti oggi presso la camera mortuaria a rendergli omaggio. Garbati, composti. Come composto è il dolore dei familiari (lascia moglie e tre figli). Certo un pò erano preparati: la malattia,inesorabile e tenace, aveva già fatto capolino, ma non si è mai preparati alla morte di un padre o di una persona cara. Solo la preghiera e la fede nel Cristo Risorto che ha vinto il peccato e la morte possono e devono essere la nostra consolazione e la nostra Speranza.

“Se ne è andato in silenzio, senza disturbare”, il giorno di Pentecoste. Il Signore lo accolga con immenso Amore e Misericordia. Lì speriamo di ritrovarci tutti, nella Gloria e nel gaudio senza fine. Preghiamo per la sua anima e per i suoi cari acchè il distacco non sia troppo doloroso. E la più grande Preghiera che possiam offrire ai nostri cari è la Santa Messa in Suffraggio: è ciò di cui, nell’aldilà, si ha maggiormente bisogno. Domani,lunedì 13, presso la chiesa “Ave Maris Stella”(rione Casale) il Funerale alle 16.30.

La morte di Cosimo (“Mimino”) Maffei, l’ingegnere con la passione del basketultima modifica: 2011-06-12T23:10:00+02:00da dematteiscosimo
Reposta per primo quest’articolo

6 pensieri su “La morte di Cosimo (“Mimino”) Maffei, l’ingegnere con la passione del basket

  1. Gentile Maria,
    era davvero il minimo che potessi fare.
    Una cosa sul nome: in palestra io lo chiamavo “Professore”.
    Era una sua scelta, lui voleva che lo chiamassimo così.
    E, credo, faceva bene: è importante che un educatore (e lui lo era) impedisca che dei ragazzini si prendano
    troppa
    confidenza chiamandolo per nome.
    Sia chiaro: non era severo, arcigno o men che meno “altezzoso” con noi.
    Io non potrò mai dimenticarlo.

    Un saluto ed un umilissimo consiglio: la preghiera.

    cosimino.

  2. PORTERò a termine il tuo ultimo DESIDERIO (quello che mi dicesti a casa mia giovedì sera)…. ma dovrò sudare molto per cercare in qualche maniera di essere alla tua altezza…. ma so già che nessuno potrà mai sostituirti…
    grazie di tutto, per ogni tua parola, per ogni tua azione… per tutto… a te che con “nulla” facevi star bene chiunque… a te che mi hai insegnato molto e fatto capire cose che non penso avrei mai capito…
    Mi dispiace non averti salutato, ma forse è meglio così… perchè so che prima o poi mi riporterai sul tuo katamarano e mi rimproverai per questo… TI VOGLIO BENE… E DACCI TUTTA LA TUA FORZA DIVIDENDOLA PER TUTTA LA GENTE CHE TI HA VOLUTO E CONTINUA A VOLERTI BENE….. CIAO WAGLIO’ !!!!!!!

  3. Caro Davide,
    come già ho scritto: era il minimo che potessi fare.
    Tuo papà lo meritava ampiamente.
    Ed i commenti (belli ed inequivocabili)
    -e le visite al blog, credimi, TANTISSIME-
    ne sono ulteriore conferma
    di quanto era amato, stimato e conosciuto in città.
    E pure la chiesa (che al casale non è piccola) era quasi piena.
    Anche quello è un segno.

    Un saluto a te ed a tutti.

Lascia un commento